Google Lighthouse: cos’è, come funziona e come utilizzarlo​

Dubbi sulla qualità del proprio sito Internet, sulle sue prestazioni, sicurezza e magari sull’efficacia della SEO? Non c’è niente di meglio che farsi un giro su Google Lighthouse per capire se e come il proprio sito internet vada ottimizzato per renderlo all’altezza delle proprie aspettative, soprattutto di business, e in linea con le esigenze degli utenti.

Cos’è Google Lighthouse

Google Lighthouse è una applicazione open-source e disponibile gratuitamente sviluppata per analizzare le performance e le caratteristiche di accessibilità delle pagine web. I risultati di queste analisi sono una fonte di ispirazione imprescindibile per migliorare un sito internet. Uno degli elementi chiave di questa risorsa è la sua versatilità, poiché in una sola schermata risponde alle domande e alle esigenze di esperti e consulenti SEO, sviluppatori e grafici. Obiettivo di Lighthouse, come di molti altri software resi disponibili da Google, è quello di dare un contributo all’ottimizzazione dell’esperienza utente, in modo da rendere la navigazione sul sito web veloce e senza intoppi, ovvero fluida e piacevole.

Il valore della UX

Gli strumenti di analisi di questo tipo, nel tempo, sono diventati ancora più importanti. La User Experience è divenuta per Google il principale fattore di ranking da quando, lo scorso anno, è stato rilasciato l’aggiornamento Google Page Experience che ha introdotto i Core Web Vitals. Queste metriche misurano, infatti, nel concreto la qualità di navigazione dell’utente, prendendo in considerazione la velocità di caricamento delle pagine, la loro stabilità visiva e la rapidità delle interazioni. Una buona UX, è sempre bene ricordarlo, minimizza il bounce rate, con effetti positivi sulla CRO e sulle strategie di digital marketing, particolarmente cruciali nel caso di siti di e-commerce.

In questo articolo vedremo quali sono le funzionalità principali di Google Lighthouse, faremo una panoramica su come funzionano i vari tool di questa risorsa e capiremo come è possibile utilizzarli per migliorare le prestazioni di un sito web.

Google Lighthouse: come funziona

Come dicevamo Lighthouse è un tool completamente automatizzato e open source che ha lo scopo di ottimizzare le prestazioni e la qualità in generale delle app web. È uno strumento di test delle pagine ed esegue una serie di analisi i cui risultati sono sintetizzati in un rapporto che mostra i punteggi ottenuti. Per la sua completezza e versatilità, si può definire un tool a metà strada tra la UX e la SEO, anche se ha il limite di non consentire l’audit di un intero sito, ma solo di singole url.

Eseguire un’analisi è facile. Occorre installare Google Chrome, scegliere la url di cui si vuole ottenere l’audit e cliccare il tasto destro del mouse. Nella tendina occorrerà scegliere il comando “Ispeziona”.

A questo punto lo schermo si dividerà in due parti. In una di queste verrà mostrato il sito da ispezionare. Nell’altra gli strumenti per sviluppatori del browser Chrome, che offrono varie opzioni, tra le quali appunto Lighthouse, che farà partire immediatamente l’analisi della risorsa selezionata, non appena cliccherete su “Generate report”.

Inoltre, è possibile:

  • scaricare il plug-in di Lighthouse su Chrome (qui) e tenerlo sempre a portata di mano. In tal caso, una volta che si è sulla pagina selezionata, basterà attivare l’app dalla barra del browser.
  • accedere da Google Speed insight (qui)
  • attivare l’analisi da dev di Google

Il test può essere eseguito sia sulla versione mobile sia desktop di una pagina. I risultati arrivano in pochi secondi o al massimo qualche minuto.

  • Chrome extensions negatively affected this page’s load performance. Try auditing the page in incognito mode or from a Chrome profile without extensions.

Attenzione: potrebbe comparire questo avviso. Meglio seguire il consiglio se si sono scaricate altre estensioni di Chrome, perché i risultati potrebbero essere falsati dai dati nella cache.

Come utilizzare Google Lighthouse: i risultati e gli insight

I risultati e i punteggi che emergono dal report possono essere a volte sorprendenti, perché vanno a scoprire debolezze e aree di miglioramento spesso inaspettate per gli stessi sviluppatori o consulenti SEO. Oltre che un’analisi accurata delle prestazioni e di altri elementi che vedremo nel dettaglio, Lighthouse fornisce, infatti, un audit SEO abbastanza accurato e anche dei consigli pratici che aiutano a migliorare il punteggio. 

Il report analizza cinque categorie:

  • Performances
  • Progressive web app
  • Best Practice
  • Accessibility
  • SEO

A tutte, eccetto che a PWA, Lighthouse assegna dei punteggi in centesimi che misurano i livelli raggiunti dalla risorsa nel corso dell’audit.

Performance

Si parte ovviamente con le prestazioni del sito con particolare attenzione a

  • First Contentful Paint, ovvero il tempo di caricamento del primo elemento visibile per l’utente (testo o foto);
  • Speed Index, che è la metrica uniforme della velocità di caricamento del contenuto complessivo della pagina;
  • Largest Contentful Paint, che si riferisce alla risorsa più grande della pagina di cui misura il tempo di caricamento;
  • Time to Interactive, ovvero il tempo occorrente perché l’utente sia messo in condizione di interagire completamente;
  • Latenza di input stimata, che è una stima calcolata in millisecondi del tempo necessario a una app per reagire agli input dell’utente. Una latenza maggiore di 50 ms crea una percezione di app o sito web lento;
  • Cumulative Layout Shift, che misura la stabilità visiva di un contenuto all’interno della pagina, considerandone la grandezza e lo spostamento .

Come si vede la velocità di caricamento delle risorse è considerata sotto diversi aspetti poiché è uno dei parametri fondamentali per assicurare una buona UX. Lighthouse non si limita però solo a dare dei valori: analizza quali sono i motivi dei rallentamenti e fornisce dei consigli sulle azioni necessarie per ottimizzare questa prestazione.

Progressive web app (PWA)

Era in origine il cuore di Google Lighthouse, oggi ha importanza principalmente per i fornitori di Progressive web App. Aiuta a capire se il sito web restituisce errori, registra un service worker o funziona offline.

Best Practices

Le best practice analizzate e misurate da Lighthouse sono 16 e riguardano in sostanza gli aspetti di sicurezza. Google Lighthouse valuta il buon funzionamento del protocollo SSL, l’utilizzo di HTTP e HTTP/2, la presenza di API non valide, la vulnerabilità delle librerie in JavaScript.

Accessibility

Questa categoria si occupa di un aspetto spesso trascurato, ma importante: l’accessibilità di un sito web o di una app per persone con disabilità. L’audit considera pulsanti, collegamenti, attributi alle immagini per la descrizione del contenuto da lettori di schermo per utenti ipovedenti, valuta i colori e i contrasti. Anche in questo caso l’analisi è accompagnata da consigli pratici.

SEO

L’analisi valuta se la pagina può essere scansionata dai bot dei motori di ricerca e visualizzata nei risultati di ricerca. Gli audit di Lighthouse sono 14 con particolare attenzione all’ottimizzazione della versione del sito per i dispositivi mobili, l’applicazione di dati strutturati e di tag quali:

  • hreflang
  • canonical
  • meta descrizioni
  • titoli

Se il sito web o l’app non ottiene il punteggio massimo, è consigliabile eseguire tutte le azioni suggerite.

Altri strumenti Google per ottimizzare le pagine

Google mette a disposizione anche altri software gratuiti per migliorare le prestazioni e la UX dei siti e delle app, sempre con grande attenzione ai tempi di caricamento e alla responsività delle versioni per dispositivo mobile. Tra questi vanno segnalati testmysite.withgoogle.com che si rivolge a chi vuole maggiori informazioni sulla velocità di caricamento da mobile. A questo tool, oltre a PageSpeed Insight, si aggiunge Mobile Friendly Check  che evidenzia gli errori e le risorse che si caricano solo parzialmente.

Tutti questi strumenti di analisi andrebbero consultati periodicamente, per seguirne i consigli, eseguendo le azioni suggerite, e per prendere spunti per ulteriori miglioramenti e ottimizzazioni. Seguire sporadicamente le istruzioni, però, non basta: le informazioni di Lighthouse e di altri strumenti devono servire per creare un processo analitico e di verifica costante e per ottimizzare continuamente le prestazioni e le caratteristiche di un sito. In proprio, se si è capaci, o rivolgendosi a sviluppatori, grafici e consulenti SEO o, meglio ancora, a strumenti automatici di ottimizzazione. A beneficiarne sarà la user experience offerta ai visitatori del sito, ma anche i kpi di business e di marketing, come bounce rate e conversioni.